I Quattro Elementi

30 Novembre 2021

Fuoco, acqua, aria, terra. All'interno del ciclo produttivo delle opere Barovier&Toso, i quattro elementi si rincorrono, si avvicendano, collaborano come forze intrinsecamente connesse.

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Potente, audace, vivo, il fuoco è energia, luce, calore. Il suo bagliore ne preannuncia la forza, capace di produrre un cambiamento di stato della materia. Si è reso indispensabile per l'evoluzione del genere umano, e da sempre è un elemento imprescindibile per la creazione e la lavorazione del vetro.

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È un'alchimia dalle origini lontane quella tra terra e fuoco, elementi che Barovier&Toso sa come governare da oltre 700 anni. Al principio del processo, semplice sabbia silicea, sottoposta ad altissime temperature.

La ricetta magica si chiama partìa, e non è unica. Raccolte in un libro antico, tramandato segretamente di generazione in generazione, le ricette prevedono ingredienti, proporzioni e temperature diverse, per ottenere varie tipologie di vetro.

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Ma di base c'è sempre la terra, sotto forma di sabbia, ossidi, sali minerali ed altre polveri, che incontrerà l'anima della fornace, il fuoco. Presenza costante, di notte avvampa e fa brillare le bocche dei forni di fusione, raggiungendo i 1400°, alimentato e regolato dal fonditore, per dare letteralmente vita alla massa vetrosa. Di giorno, il fuoco assiste il maestro vetraio, accompagnandolo fedelmente durante tutte le operazioni che serviranno a plasmare il vetro e dargli forgia.

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Ed è qui che interviene ancora un altro elemento, l'aria, protagonista della soffiatura, tecnica straordinaria che richiede esperienza, abilità e sensibilità artistica. Un legame viscerale viene a crearsi tra il maestro vetraio e il pezzo, che racconterà per sempre quel gesto, quell'energia che dai polmoni si trasferisce al cristallo.

Così, nel rapporto tra l'uomo, l'aria e il vetro incandescente, forza e delicatezza si sublimano.

Perché nascano pezzi unici è necessario che gesti e competenze si incontrino e si sincronizzino, quasi per incanto. Il vetro richiede un lavoro di squadra, come una danza, ricca di accenti e di ritmi incalzanti. Preziosa alleata, in questa faticosa danza a stretto contatto con i forni, è l'acqua, che il maestro vetraio e i suoi aiutanti utilizzano spesso, soprattutto per raffreddare canne roventi, pinze e stampi. Apparentemente antitetici, il fuoco e l'acqua collaborano in questo processo creativo, come elementi che tornano e ritornano, con funzioni contrapposte ma complementari.

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Strumento essa stessa in fornace, fuori da quei locali l'acqua per Barovier&Toso è anche altro: è il mare che lambisce Murano, che ne attraversa i canali, è bellezza, unicità. È proprio via mare che ogni settimana arrivano in magazzino 3/4mila chili di sabbia e tutte le materie prime che occorrono a creare e colorare il vetro.

Terra, acqua, fuoco e aria conservano legami di lontana e imperitura memoria, legami che nella maestria e nella cura nascondono il segreto delle creazioni Barovier&Toso.

 

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