Ercole Barovier (1889-1974)
Ercole
Barovier, figlio di Benvenuto, uno dei più celebri "padroni
di fornace" a cavallo del secolo, nasce a Murano nel 1889.
Compiuti gli studi liceali e terminata la Guerra Mondiale inizia ad occuparsi
di vetro nella fornace paterna di cui assume molto presto la guida.
Fin dall'inizio della sua attività Ercole Barovier nel suo rapporto
con la "materia vetro" riesce a dare il meglio di sé. Trova
nuove formule chimiche, inventa colorazioni, mette a punto nuovi processi
produttivi, crea effetti vetrosi assolutamente nuovi riuscendo così
a sviluppare il suo estro creativo di artista.
Già negli anni Venti nascono alcuni dei pezzi che lo renderanno ancor
più famoso come gli eccezionali vasi "a mosaico" o i notissimi
vetri "Primavera" molto apprezzati da Giò Ponti.
Negli anni seguiranno poi molte altre creazioni tra cui i famosi "vetri
pesanti" (1936-40) chiamati "Autunno Gemmato", i "Rostrati",
i "Rugiadosi".
Nel secondo dopoguerra Ercole Barovier intensifica la sua ricerca formale
non perdendo mai di vista l'evolvere delle tendenze; nascono in questo periodo
i vetri "Bulinato ametista", i "Barbarici", gli "Eugenei",
e via via, tra il 1954 (anno in cui viene nominato Cavaliere del Lavoro)
e il 1966, i "Diafani", i "Millefili" e ancora gli "Argo",
gli "Intarsio", i "Caccia" e molti altri.
Innumerevoli sono le esposizioni alle quali egli ha partecipato: dalla prima
Triennale di Monza (1923) a tutte le Biennali di Venezia, fino alla sua
personale postuma organizzata dal Comune di Venezia nel 1989 al Museo Correr.
L'attività di Ercole Barovier cessa solo pochi anni prima della sua
morte dopo aver disegnato, nel corso della sua emozionante avventura di
vetraio, designer e imprenditore circa 25.000 differenti oggetti.
Le opere di Ercole Barovier sono presenti in numerose raccolte e sono regolarmente
trattate nel mercato dell'antiquariato e dalle più importanti case
d'asta.
