Un'origine antica
A Murano, nel '500, ben tre fratelli Barovier sono padroni di fornace e "gastaldi
dell'arte" con tre fornaci e tre simboli diversi: l'Angelo, la Campana
e la Stella.
Le tre "insegne di bottega", unite per tradizione, sono oggi lo stemma
dei Barovier.
Nel corso dei secoli l'attività di Murano alterna periodi di splendore
e di profonda crisi, come quella attraversata tra la fine del XVIII e l'inizio
del XIX secolo.
Siamo nel 1815 Venezia passa sotto il dominio dell'Austria, l'arte vetraria
in pochi decenni smarrisce alcune importanti tecniche di lavoro ma l'albero
genealogico dei Barovier prosegue.
Nel 1866 Venezia e il Veneto tornano all'Italia e una piacevole aria di libertà favorisce un nuovo interesse per l'arte e nuove istituzioni spingono la rinascita dell'industria vetraria muranese.
Nel 1878 l'intero gruppo dei Barovier lascia la ditta Salviati e costituisce
una società destinata a diventare famosa, "La Artisti Barovier":
mostre e premi, brevetti e nuove tecniche sono i frutti di questa prestigiosa
fornace che nel 1913, all'esposizione di Ca' Pesaro a Venezia, presenta vetri "murrini" di
gusto assolutamente di avanguardia, su disegni di Vittorio Zecchini e del
pittore Teodoro Wolf Ferrari. Risalgono a questo periodo i brevetti per il "vetro
madreperla" e per il "rosso corniola senza uso dell'oro".
