Barovier&Toso presenta 2026 Chapter 1, il primo capitolo di un percorso di rinnovamento che ridefinisce in profondità l’identità del marchio.
In occasione della Milano Design Week 2026, Barovier&Toso presenta 2026 Chapter 1, un progetto che segna l’inizio di una nuova fase nella storia dell’azienda: una prima espressione concreta di un percorso di rinnovamento che coinvolge in modo organico visione strategica, linguaggio progettuale e identità visiva.
Guidato da Andrea Signoroni, primo CEO del brand, e da Luca Nichetto, nominato Art Director nel 2025, questo passaggio trova la sua prima manifestazione nella nuova identità sviluppata da Studio Blanco, insieme a un sistema di contenuti e presentazioni che si estende tra Milano, Venezia e Murano. Un progetto diffuso, che costruisce un racconto unitario e coerente, capace di restituire Barovier&Toso in una forma rinnovata e consapevole.
2026 Chapter 1 rappresenta così l’affermazione di una visione integrata, in cui governance, immagine e progettazione convergono in un unico linguaggio. Tradizione e innovazione non si oppongono, ma si riconoscono come parti di uno stesso processo evolutivo, orientato ad ampliare la presenza internazionale del brand e a ridefinirne il posizionamento contemporaneo.
Uno spazio che diventa linguaggio
All’interno dello showroom di via Durini, il progetto espositivo ideato da NICHETTO® prende forma come uno spazio calibrato e immersivo, concepito come uno scrigno. Quinte e podi costruiscono una sequenza fluida, in cui gli ambienti si separano e si connettono allo stesso tempo, generando un ritmo fatto di prospettive, riflessi e pause.
La scelta di materiali naturali e toni chiari (tessuti leggeri, superfici lignee) richiama l’essenzialità della fornace, evocando un universo in cui la materia è ancora in divenire. In questo contesto, il vetro emerge nella sua dimensione più autentica: non come elemento decorativo, ma come presenza viva, capace di definire lo spazio attraverso la luce.
L’allestimento non si limita a presentare, ma costruisce un’esperienza. Un ambiente in cui la luce si diffonde con naturalezza, rivelando superfici, trasparenze e profondità, e in cui ogni elemento partecipa a un equilibrio silenzioso tra visibile e percepito.
Un dialogo tra luce e materia
«Ho immaginato questo progetto come un dialogo silenzioso tra luce e materia», racconta Luca Nichetto.
In questa affermazione si condensa il senso profondo di 2026 Chapter 1. Essere muranese significa custodire una conoscenza istintiva del vetro, ma anche confrontarsi con il peso della sua storia. La sfida non è quella di preservare, ma di trasformare.
Il progetto si fonda su questa tensione: ascoltare la tradizione per comprenderne le possibilità, e tradurla in un linguaggio capace di esprimersi nel presente globale. La luce diventa così uno strumento di interpretazione, mentre il vetro si afferma come materia attiva, in grado di generare forme, riflessi e nuove relazioni spaziali.
Verso una nuova espressione
2026 Chapter 1 apre un percorso che guarda oltre il momento espositivo, anticipando una nuova stagione progettuale per Barovier&Toso.
Le nuove sinergie attivate delineano una direzione chiara: costruire un’identità più definita e riconoscibile, capace di evolversi senza perdere il legame con le proprie radici. In questo processo, il patrimonio storico dell’azienda è inteso come una risorsa viva, da cui trarre impulso per immaginare nuove forme e nuovi linguaggi.